Cavallo News
I farmaci per dimagrire funzionano davvero?
Wegovy, Ozempic, Munjaro sono 3 dei nomi più discussi negli ultimi anni: promettono di far perdere kg senza troppi sforzi, ma cosa c’è di vero?
Partiamo dai primi due (nomi commerciali della semaglutide), considerati in sostanza due «facce della stessa medaglia». Entrambi fanno parte delle grande famiglia dei GLP-1 agonisti, farmaci progettati per imitare l’azione dell’ormone GLP-1 (che il nostro intestino produce naturalmente dopo i pasti). Questo ormone, in sostanza, stimola l’insulina, inibisce il glucagone (l’ormone che aumenta la glicemia), rallenta lo svuotamento dello stomaco e riduce la fame. Ma non finisce qui, perché agisce anche su ipotalamo e corteccia prefrontale, favorendo il senso di sazietà e portando, di conseguenza, a un dimagrimento reale e misurabile.
C’è da aggiungere che questi farmaci migliorano la sensibilità insulinica, abbassano il colesterolo e la pressione, e sistemano il profilo metabolico generale.
Che differenza c’è tra Ozempic e Wegovy?
La differenza sostanziale – ad oggi – sta nella quantità. Ad oggi, perché mentre prima Ozempic era usato principalmente per i diabetici (nasce, infatti, per curare il diabete di tipo 2) e Wegovy veniva prescritto a chi era obeso/in forte sovrappeso, oggi entrambi vengono prescritti per alla seconda categoria, più o meno indistintamente.
Mentre Ozempic, però, contiene semaglutide fino a 1 mg a settimana, Wegovy arriva a 2,4 mg. Gli studi parlano chiaro: chi lo assume perde circa il 14–16% del peso corporeo (Singh et al., 2022).
Orforglipron, l’ultimo arrivato
A proposito del recettore GPL-1 merita una parentesi anche l’ultimo arrivato, l’orforglipron, un potente agonista parziale del recettore GLP-1 che ha un effetto maggiore sulla segnalazione dell’AMP ciclico (cAMP) che sul reclutamento della β-arrestina, un profilo farmacologico che può offrire una minore desensibilizzazione del recettore rispetto agli agonisti completi del recettore GLP-1.
La differenza sostanziale rispetto a Ozempic e Wegovy, però, è che mentre questi vanno iniettati, l’orforglipron si assume per via orale una volta al giorno.
Anche in questo caso gli studi parlano chiaro: il “Daily Oral GLP-1 Receptor Agonist Orforglipron for Adults with Obesity”, pubblicato sul The New England Journal of Medicine, dimostra che questo farmaco porta a una riduzione del peso del 13% nei pazienti a 6 mesi dall’inizio della terapia, contro il 2 % del placebo, per arrivare al 15% circa a nove mesi.
Mounjaro, l’ultima frontiera
Attualmente però pare che il più ricercato tra i farmaci per la perdita di peso sia Mounjaro (tirzepatide), l’ultimissima frontiera: trattasi infatti del primo farmaco a doppia azione che attiva sia i recettori GLP-1 che GIP.
Secondo gli studi clinici più recenti pubblicati sul New England Journal of Medicine, questo farmaco conduce a una riduzione di peso del 15-22% rispetto al peso corporeo iniziale, superiori quindi rispetto a tutti quelli citati poco più sopra.
Mounjaro, infatti, agisce direttamente sui centri cerebrali che controllano la fame e la sazietà, rallentano lo svuotamento gastrico e migliorano la sensibilità all’insulina: in sostanza riesce a ripristinare un equilibrio ormonale che in molte persone obese risulta compromesso.
Quando sono indicati questi farmaci?
Ozempic, Wegovy, Mounjaro sono indicati per persone con BMI superiore a 30, o superiore a 27 in presenza di comorbidità legate al peso come diabete, ipertensione o apnee notturne.
Vanno ovviamente prescritti dal medico, che valuterà se far assumere uno di questi farmaci e quale.
Va infine specificato che questi farmaci vanno comunque associati ad attività fisica regolare e a una dieta bilanciata.
I controlli da fare durante l’assunzione
Semaglutide e Tirzepatide presentano specificità legate all’azione, che coinvolge fegato, vie biliari, rene, pancreas, tiroide, occhio etc.
Un set di esami mirato ai punti chiave permette di valutare costantemente i possibili effetti collaterali.
Quali controlli fare?
La risposta è sempre «quelli che indica il medico curante», che conosce gli specifici problemi e rischi del paziente; solo come esempio ecco un programma riferito a un arco di 12 mesi:
- a) Ogni settimana: diario alimentare e dei problemi, controllo peso, giro vita, pressione, frequenza, saturazione ossigeno
- b) Al 3° e 9° mese: creatinina/eGFR, glicemia, emoglobina glicata, amilasi, lipasi, Sodio, Potassio, Cloro, Emocromo, PCR
- c) Al 6° mese: GOT, GPT, gamma-GT, Fosfatasi Alcalina, Bilirubina, QSPE, Colesterolo, Trigliceridi, HDL, LDL, FT4, TSH, Vit. D, Vit. B12
d) Al 12° mese: visita di controllo e, su indicazione dal curante, esami specifici, es. ecografia epatica, ECG, fondo oculare, MOC DEXA body composition, indice sarcopenia etc.



